

Quello che segue è il diario di uno dei viaggi più avventurosi ed entusiasmanti della mia vita. Il taglio è un po' particolare, tra la cronaca ed il delirio di emozioni, quindi fruibile ma convulso, in quanto stesura degli appunti presi dal vivo...
9 Aug
partenza da Via Berengario in direzione Malpensa. Volo Turkish Air per Istambul. Ore 22:30 volo per Bangkok, sto guardando un film sull'LCD del seggiolino di fronte, ma la mente è già persa nel suo viaggio.
10 Aug
Bangkok, Khaosan rd, D and D Inn. Questo è il girone degli alcolizzati e dei lussuriosi. Ci sono più locali in questa via che in riviera romagnola. Giriamo persi per i vicoli bui, fermandoci a guardare improbabili live band Thai che suonano cover dei Rage against the machine (!!!). Ci attaccano 1000 prostitute e Ladyboys al secondo..."ten dolla, long love"...
11 Aug
Visita al tempio del Buddha di Smeraldo. Spettacolare.
Sera: aspettavo da una vita di vedere
12 Aug
Sveglia alle 6:00 per raggiungere finalmente il Laos. Il tassinaro ci porta a 400 all'ora in aeroporto, con musica jungle a palla.
Sono di nuovo in aeroporto, pieno di energia ed aspettative. L'aeroplano ad elica Lao Airlines è confortevole, ed il volo sicuro (su internet ne parlano come di uno sport estremo...ma per piacere).
Atterriamo a Vientiane, ed in un attimo, visto ottenuto, ci troviamo in una brutta città, capitale improvvisata, in pieno allarme. Sarà il caso, sarà che è un anno che parlo del Mekong, ma proprio quel giorno si è verificato un principio di straripamento. Ci spariamo subito un massaggio Lao tradizionale, ceniamo su un barcone e guardiamo
13 Aug
Ci svegliamo in una città in leggero subbuglio perchè il Mekong cresce a vista d'occhio. Andiamo a visitare l'Arco di trionfo ed il mitico That Luang, tempio-icona del Laos. All'uscita premiamo il nostro Kharma liberando gli uccellini dalle gabbie e torniamo in hotel. Al nostro arrivo assistiamo a qualcosa di unico. Causa le pioggie notturne il Mekong è diventato davvero enorme e sta inghiottendo le strade (si rivelerà giorni dopo essere il più grande straripamento degli ultimi 100 anni). Io e Pal iniziamo un reportage poderoso, inseguendo la protezione civile e gli abitanti che cercano di arginare il Grande Fiume con i sacchi si sabbia. Consci del pericolo relativo all'inquinamento dell'acqua potabile, programmiamo immediatamente la partenza. Emozioni a bestia.
14 Aug
Prossima meta: Vang Vieng, raggiunta con 3 ore assassine di pullman, tra foreste e risaie. Pausa causa una frana verso le 12:00 e finalmente arriviamo in paese. Sembra un set di Sergio Leone, contornato da enormi falesie tropicali. Prendiamo un bungalow a bordo fiume ed iniziamo a capire di essere già dentro all'avventura che seguirà. Cena ottima e sbaraccata in un locale sul fiume dove conosciamo Sebastian, un cileno in viaggio in solitaria...
15 Aug
sveglia durissima (la grappa Lao è veleno legalizzato) e visita ad un villaggio vicino dove allevano gli elefanti. Ci troviamo a casa di un allevatore che parla inglese-lao, e mi perdo a fare foto intanto che aspetto di fare un giro sull'elefante. Non trovo più Pal, e scopro che è andato a dormire sul letto fornitogli dal padrone di casa (una stuoia per terra) perchè era distrutto. Faccio amicizia con tutta la famiglia, 200 foto e salgo finalmente con Pal sull'elefante (di nome Zip Zip). Dopo pochi metri, il domatore scende e lo lascia condurre a me. Penso, a meno del volante non sarà diverso da un Ducato maxi, invece, nonostante sia docile, si rivela un animale dal carattere complesso...ad un certo punto, spinto dalla fame, SRADICA una palma (io e Pal eravamo zombizzati mentre assistevamo alla scena dal suo collo) e la mangia e poco dopo si fa (ci fa) una doccia con la proboscide...ha ha...Regaliamo una maglietta ai ragazzi e torniamo indietro. Pal non sta bene ed io parto in solitaria su un sentiero ignoto, armato della mia S5. Incontro un gruppo di fotografi professionisti thailandesi (www.pixpros.net), e li seguo nella loro ricerca di soggetti. Presi da una furiosa sete di novità, usciamo dalla strada e a piedi entriamo in una risaia. Il fango mi arriva alle ginocchia e ci sono almeno 35 gradi. Sullo sfondo vediamo i contadini e li raggiungiamo per un servizio fotografico fantastico, che è valso la faticaccia!
16 Aug
Dopo aver portato i vestiti in lavanderia, prediamo due bici a nolo e prendiamo un sentiero sterrato tra i monti. Dopo pochi Km troiamo un cartello non ufficiale con scritto "Cave". Ci addentriamo per il sentiero e fotografo un'ernorme farfalla, immobile sulla terra, che scopro dopo essere stata pestata da Pal con la bici (!!!!!!!)... Alla fine del sentiero troviamo un tipo nagrissimo che per due lire ci da due torcie vintage e ci invita a seguirlo nella jungla. Partiamo scalzi per un sentiero fangosissimo circondati dalla foresta trpicale ed accompagnati da curiosi versi di animali esotici, in pieno stile Platoon (avremo citato almeno 200 scene nel tragitto..ha ha). Mostro a marcy una pianta che si chiude al contatto con la mano che a vevo visto in Costa Rica (sono uno sborone certe volte). La "guida" ci invita infine ad entrare in un pertugio alle falde di un grosso pan di zucchero, e in un attimo ci troviamo al buio quasi totale ad arrampicarci nel fango.. E' un susseguirsi di emozioni fortissime, e non poche volte abbiamo pensato di tornare indietro, ma alla fine, come membri dell' I.N.T.M. - Istituto Nazionale Teste di Minchia (Lucio, ormai mi fanno presidente) siamo arrivati alla fine, siamo arrivati in cima e scesi indenni. Arrivati alla base, la guida ci lascia e ci facciamo il bagno (eravamo statue di fango) in un laghetto sotto il monte. Non paghi, nel pomeriggio facciamo il "Tubing" uno sport da dementi che si pratica a Vang Vieng.
Il Tubing consiste nel discendere un fiume tropicale in piena, con un copertone da camion. Ogni 50 metri circa, ti viene lanciata una corda e vieni riportato sulla sponda, dove su palafitte di legno e bamboo la gente si ferma a bere e a ballare. Chiaramente per scendere non si usa una scala, ma ci si lancia con una carrucola che scorre su un cavo teso tra le sponde a 10 metri di altezza. Ogni sosta comporta una bevuta e dopo poco il tutto si trasforma in uno sport davvero pericoloso, vista la violenza del fiume. Tubing fatto, ma non ripetuto per non sfidare la sorte.
Sera in giro per locali improvvisati sul fiume. Qua anzichè la maledetta cocaina tipicamente occidentale, ogni due metri ti offrono il maledetto oppio. Bastaaaa!!!!
17 Aug
Stamattina pioggia a buco, ma indomiti prendiamo due moto e partiamo verso nord. Il paesaggio è mozzafiato e come sempre troviamo una grotta da visitare, persa tra i monti. Questa volta più estremo: nessuna guida. Entriamo nella cava e rimaniamo estasiati per le formazioni rocciose intonse. Unico particolare: ci scopriamo circondati da pipistrelli che sembrano Batman nella versione cicciona anni '70. Foto al volo e fuga inseguiti dai succhiasangue...ha ha ha
Nota: stiamo scoprendo sempre più che la "tecnica del passo dopo" insegnataci dalla Carla, e cioè che quando ti credi arrivato nel posto definitivo, quello più bello è dietro l'angolo, è il modo migliore di esplorare...
18 Aug
Viaggio di 8 (!!!) ore sulle montagne per raggiungere l'antica capitale Louangphrabang. Troviamo sistemazione in una piccola guesthouse a bordo fiume ed usciamo. Essendo una città coloniale francese, troviamo il vino al ristorante (gran bazza) e cambiamo un po' menù, che finalmente non è a base di coriandolo (che dovrebbe essere bandito dall'indocina). Poco dopo andiamo al bowling (scritto, giuro: Bao Ling), unica cosa aperta dopo le 11 (cosa che in una città così importante e visitata, è sintomatico di un governo comunista fantasma). Qui conosciamo quello che diventerà un grande compagno di avventure: il grande Nicolas dalla Nuova Caledonia. Pirata e avventuriero, odia i francesi che dice stiano distruggendo la sua terra, e ci aspetta l'anno prossimo da lui (ci saremo fratello!). In serata dopo avere restituito al Mekong il libro di Morello, che prima della partenza ci aveva convinto, ma viaggiando si è dimostrato di grande arroganza e supponenza, prenotiamo i tour dei giorni seguenti col fratello della padrona di casa. La sera stessa conosciamo Rino, giapponese in viaggio per la tesi e Kumar, guida Nepalese al quale (giuro) il grande Pal prova a spiegare le differenze tra nord e sud Italia, dicendo che a nord diciamo "could you put some wine in my glass?" e a sud dicono "glass me some wine"; la cosa paurosa è che Kumar ha capito ed ha riso moltissimo...
19 Aug
Impressionante visita ad un tempio con accesso solo dal Mekong, incastonato nella montagna, a bordo di una "speedboat", piroga di circa 5 metri, in legno che fa 100 all'ora. Da cagarsi sotto. Nel pomeriggio visita al tempio principale e foto al mistico "Albero della Vita". Nota: per quelli che credono che il buddismo sia un arrivo e sia una religione non impegnativa e meno stressante del cristianesimo. In città tutte le mattine alle 5, la gente deve uscire da casa, accendere un fuoco, ed aspettare un migliaio di monaci che passano con il loro cestello a ricevere le offerte giornaliere; tutti i giorni inoltre, momento infinito di preghiera al tempio a fare ohm per 30 ore. Si fa presto a fare i busoni col culo degli altri....
20 Aug
Visita alle cascate alluvionali. Immaginatevi un faggeto dell'appennino, attraversato dalle cascate del Niagara. Ovviamente abbiamo superato la recinzione ed abbiamo risalito la cascata usando gli alberi (I.N.T.M. - vedi sopra). A seguire visita ad un villaggio di ex coltivatori di oppio, che ora sono solo poveracci, non conoscendo alcun mestiere. Nel pomeriggio passaggio dal mercato cinese per comprare attrezzatura da pesca (NOTA: i Lao hanno convenienza a comprare dai cinesi!!! come sopravviveremo?)
22 Aug
Okeo, ci porta a pesca sul fiume. Uso per la prima volta le reti da lancio e mentre peschiamo lui prepara un picnic pazzesco a base di pesce del mekong. Mangiamo per terra sul fiume con la sua famiglia e dopo pranzo ci porta a visitare il suo villaggio. Quest'ultimo non ha mai ricevuto visite di turisti prima (!!!) e sua madre gli chiede se siamo americani (sono gli ultimi bianchi che ha visto!!!). I bambini ci seguono e ridono, ma sono spaventati perchè siamo un metro più alti della media...nota: foto di famiglia finale con sua nonna di 113 anni...
La sera ceniamo con Nicolas e ci diamo appuntamento a quest'altr'anno da lui.
23 - 28 Aug
Decidiamo di andare un po' al mare e con un passaggio veloce a Bangkok ed un altro volo per Kho Samui, prendiamo il battello per Kho Phangan. In viaggio facciamo amicizia con 4 australiani che ci seguiranno per i prossimi giorni. Prendiamo dimora in uno stupendo bungalow sul mare e noleggiamo due moto, necessarie perchè siamo a 10 Km dal centro e le strade hanno (pazzesco) il 25% di pendenza e la cambiano continuamente. Viene la nausea a guidare...ha ha
Passiamo diversi giorni su spiaggie paurose e per caso prendiamo parte al leggendario Half Moon Party, rave spaventoso che si tiene nel pieno della giungla. Considerato che l'avventore più sano è strafatto d'oppio, ce ne andiamo dopo poco, ma almeno c'eravamo...Nota: durante la permanenza ho incontrato il mio destino, Inbal. Ve ne parlerò presto. Kho Phangang è uno di quei posti, ancora liberi dal turismo di massa, dove viene voglia di rimanere davvero a lungo, ma io ed il buon Pal, alla fine, torniamo sempre, perchè c'è ancora tanto mondo da scoprire... Pace amici miei.
Steve
PS. messaggio ai paninari: andate a Milano Marittima, non girate il mondo, che non c'è niente di interessante da vedere...

Eccoci, come da aspettative siamo di nuovo liberi, in giro per il mondo. Bangkok e` un girone infernale a tutti gli effetti ed ora vi scrivo da un internet cafe`, che e` anche un ostello, ufficio turistico ed agglomerato di popolazioni da tutto il pianeta. Siamo appena tornati dal palazzo dello sport dove abbiamo visto gli incontri di Thai, incontrato un amico di Rimini (!!!) che ho visto combattere a Modena l`anno scorso, e domani prendiamo un volo per il Laos. Non so dove finiremo, di sicuro so che perdersi e` bellissimo. Let`s get lost. Steve



